Il femminile e il maschile nel Volto

shutterstock_20318725L’uomo è concepito come unione di polarità: femminile e maschile, yin e yang.
Questi elementi opposti non sono altro che poli di un sistema complesso tendente ad un equilibrio che è dinamico, perché deriva dal continuo assestamento di forze in opposizione. Per il pensiero filosofico orientale, il concetto di polarità è espresso compiutamente nel simbolo del Tao, che rappresenta la realtà dell’universo e dell’uomo nell’unione dei principi opposti : yin e yang. Lo yang, ovvero il sole, è il simbolo del principio attivo, maschile e positivo e riflette in termini psicologici la “coscienza” diurna. Lo yin, o principio passivo, lunare, assimilabile per analogia al buio, alla notte e al rimosso, rappresenta l’elemento femminile, ricettivo e corrisponde “all’inconscio” della persona. L’uomo conserva in sé degli aspetti tipicamente femminili che spesso rimangono
misconosciuti. Nel senso che in ogni uomo vi è una componente femminile inconscia nella propria personalità. E’ anche vero il contrario, che ogni donna ha una componente inconscia maschile. Jung definisce la prima Anima ed il secondo Animus. Mentre l’Anima è il principio dell’eros e quindi si correla col modo con cui l’uomo si rapporta alle donne, l’animus è il logo, la razionalità. Secondo lo psicanalista svizzero, la parte femminile presente nell’uomo, o “anima”, e la parte maschile della donna, o “animus”, corrispondono alle parti inconsce che nella psiche rappresentano il sesso opposto. Animus e anima sono considerati come elementi complementari, che ogni individuo deve necessariamente coniugare in sé se vuole arrivare a sviluppare una personalità integra. Jung auspica, infatti, la costituzione di una vera e propria “psiche androgina”. La bisessualità psichica e morfologica richiama la figura “dell’androgino”, manifestazione inquietante in quanto evoca la mancanza di una chiara identificazione in un solo sesso. Si fa riferimento a sembianze e comportamenti che provocano, nell’osservatore, quella sensazione di vertigine che Elémire Zolla chiama “l’umana nostalgia dell’interezza.”

VOLTII ANDROGINII

La Morfopsicologia riesce a svelare bene nel viso la predominanza della componente dell’altro sesso, in quanto si manifesta nelle strutture morfologiche e traspare nell’espressioni mimiche. La femminilità tende verso la dilatazione morbida e l’atonia, la mascolinità verso la ritrazione e la tonicità. I tratti tipici della femminilità sono una grande ricettività, ricerca di contatti affettivi, tenerezza, amabilità, accoglienza; dipendenza e vulnerabilità affettiva.
Intelligenza più intuitiva ed immaginativa che logica e riflessiva, maggiore predisposizione per l’arte che per la scienza. Morfologicamente queste attitudini si manifestano in un volto da dilatata fina, con una modellatura dalle curve arrotondate e una consistenza morbida delle forme del viso. I ricettori sono aperti, occhi grandi, naso dritto o all’insù, con narici aperte, la bocca tenera, delicata o carnosa. L’espressione è aperta, sorridente e amabile. La mascolinità si caratterizza per una propensione all’attività, alla decisionalità, all’indipendenza del carattere; l’urgenza della passione si sovrappone al
sentimento. Intelligenza logica, riflessiva, più adatta alla scienza. Questi tratti corrispondono a un’accentuata tendenza alla ritrazione, alla tonicità e solidità
della struttura. I recettori sensoriali sono in parte chiusi, occhi infossati nell’orbita, naso aquilino, bocca serrata. L’espressione del viso, (a viso chiuso) è più distante, riservata, fredda e meno accogliente.
La morfopsicologia rileva la caratteristica sessuale predominante che spesso marca fortemente l’insieme del viso, e si può osservare allora un viso di DONNA VIRILE, o un viso di UOMO FEMMINILE.

UOMO FEMMINILE

Più spesso, i segni dell’altro sesso si localizzano in una zona determinata nel viso. Nella donna è solitamente il piano inferiore, nella struttura tonica della mandibola, con gli angoli quadrati, il mento spigoloso, le labbra poco carnose, questa struttura conferisce un’ espressione di energia combattiva, vitalità, ambizione; un naso aquilino, significativo di un’affettività conquistatrice e di una grande indipendenza caratteriale. Nell’uomo le caratteristiche femminili si osservano in una fronte tonda con occhi molto aperti o marcati di atonia o all’ingiù, sul piano affettivo con un naso piccolo e infantile, e un piano istintivo debole e atonico, con labbra carnose e tenere. L’espressione ha una dolcezza particolare, lo sguardo è sognante ed impregnato di una sensibilità tutta femminile. Nell’uomo la componente femminile si esprime con sentimenti dolci, con un gusto estetico spiccato che conferisce doti e attitudini artistiche, e una grande intuizione. Nella donna la mascolinità si esprime con sentimenti più forti, determinazione, intraprendenza nell’azione, ricorso alla logica. Costatata la compresenza di questi segni di bisessualità nel volto, è interessante analizzare se l’antagonismo delle due tendenze sessuali in una stessa persona è ben integrato o va a generare un conflitto di identità dentro di lei. Laddove sussiste una generale armonia la personalità ne risulta più facilitata nel suo cammino verso la realizzazione di se.

Maschile e femminile nel volto

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